giovedì 4 giugno 2015

100 km del Passatore 2015. Un Viaggio affascinante in un mondo fantastico.


Questa gara, come tutte le ultra, mi ha sempre attirato come un'ape al miele. Piano piano, ma sempre più, questa lucida follia di volere arrivare a correre 100 km si è impossessata di me. Pensavo di partecipare già nel 2014, ma il mio esile fisichetto fece crash e fui costretto a rinunciare.


Quest'anno, forse per essermi preparato un pò meglio, ma soprattutto perchè supportato dall'entusiasmo del gruppo di amici che hanno voluto condividere con me questa avventura, finalmente sono riuscito a realizzare il mio sogno, a vivere km per km questo viaggio verso Faenza.
L'anno Orribilis 2014, iniziato malissimo, si è concluso ancora peggio, con la Maratona di Pisa corsa a dicembre con una sofferenza assurda che non sopportavo davvero più.

Per fortuna, nel 2015, è cambiata l'aria, l'atmosfera, la predisposizione a fare meglio. E' stato così che insieme ai miei amici pazzoidi e fuori di testa abbiamo partecipato a bellissime e lunghe gare in giro per l'Italia.

La vigilia

Già la partenza e' stata fantastica, come d'incanto e' riapparso il mitico furgone nove posti, già foriero di avventure in terra pugliese. Questa volta eravamo bellissimi, orgogliosi di mostrare le elegantissime polo blu che ci distinguevano dagli altri, noi eravamo il team Abruzzo della 100 km del Passatore! 



E così , tra una battuta e una risata, una sfottò è una perculata, siamo arrivati a Firenze. 
Al cospetto del Duomo abbiamo vissuto la bellissima atmosfera del pregara. 
Guardandomi in giro mi domandavo come diavolo facessero quei normalissimi runners dalla faccia pacifica e buona a trasformarsi in ultra maratoneti che di lì a poco avrebbero attaccato la Colla in direzione Faenza...  Mah, misteri del podismo!

Dopo il rito del ritiro del pettorale e aver sistemato al meglio le scarpe, il cappellino, ecc ecc, ognuno era pronto alla partenza.
Ecco che, improvvisamente, dai vari vicoletti nelle vicinaze, sono riapparsi tutti: Roberto, Franco, Amedeo con sua figlia Francesca, Pietro, Eduardo, Fabrizio, Valerio, Francesco, Ranieri, Chiara, Virginia, Piero e la compagna, Paolo Pompa, Camillo, Mauro, Paolo Sardini. Un bellissimo gruppone di amici scalmanati e impazienti di correre, divertirsi e di buttare il cuore oltre l'ostacolo, insomma di scoprire cosa vuol dire 
correre per C e n t o c h i l o m e t r i!!!!





La gara

A qualche minuto dalla partenza ci siamo ritrovati io e Mauro insieme ad altri amici, tra i quali Angelo Bum Bum Cannone
Io e Mauro ci siamo proposti di correre insieme almeno fino all'80° km.
Alle tres della tarde a Firenze fa un caldo incredibile e si suda a star fermi.
Quando, inesorabile, lo starter ha dato il via alla gara, io e Mauro, tranquilli nella pancia del gruppo, partiamo lentamente, senza fretta. C'è un'afa terribile e una cappa d'umidità ci pervade e non ci fa respirare. Dopo qualche km ecco a sinistra c'è un bivio e un cartello. C'è scritto "Fiesole". 
È' da lì che passeremo e inizierà la nostra avventura...
Non siamo arrivati neanche al 10 km e già qualcuno si mette a camminare. Penso, "forse sarà tutta una tattica per affrontare al meglio le salite che ci aspettano". Noi invece corriamo tranquilli. Dopo aver scollinato sulla Vetta Le Croci, al km 16,5, finalmente la strada scende e rimpiana un po' e ci permette di respirare. Solo adesso affianchiamo Chiara che fila come una locomotiva, ha lo sguardo fisso in avanti e una determinazione spaventosa. Cazzarola che tipa tosta! Proprio in quei momenti mi sento chiamare da una ragazza mora, capelli corti, se non ricordo male di Lanciano, che mi dice " ciao Filippide Montesilvano! Sono anche io Abruzzese!" Bellissimo, aggiunge che ha già corso il Passatore in 11 ore e rotti , la guardo perplesso... 

Fa un caldo bestiale, naturalmente bevo ad ogni ristoro. Ogni tanto lancio uno sguardo d'intesa con Mauro che è sempre vicino a me, affiancato da Paolo. Ad un certo punto vediamo quella macchina infernale che è Eduardo Aguilar. Ha una corsa bella e rilassata, tuttavia più lenta della nostra (aveva corso la nove colli 7 giorni prima) e ancora filava tranquillissimo. Grande! Dopo averlo salutato procediamo imperterriti verso il nostro destino. 

Piano piano, lemme lemme, finalmente arriviamo al primo check-control a Borgo San Lorenzo. La gara lascia temporaneamente la strada principale per entrare nel centro del paese dove ci aspetta un passaggio sul tappeto del 31,5 e gli applausi dei passanti. 

Ricordavo quel paese e la salita ripidissima appena fuori dal centro abitato essendoci già passato nel 2011 quando accompagnai Eduardo nel suo primo Passatore e aspettavo quella strada con terrore. Io e Mauro però navighiamo tranquilli e superiamo anche questa asperità.

Alla fine della salita, mi sento chiamare da Mauro. E' al fianco di Valerio che si e' seduto su di una panchina, in piena crisi. Valerio ci dice che ha bisogno di riprendersi e allora lo lasciamo solo e riprendiamo la corsa. 

Dopo tanti altri km cominciamo a correre sui tornanti che ci portano sulla Colla. La mia canotta bagnata comincia a darmi fastidio. Folate di vento freddo mi accarezzano. Seguo sempre Mauro che sale su come una filovia!  Per paura di schiantarmi esausto a ridosso di un qualche paracarro inizio ad alternare brevi camminate alla corsa ed è così che raggiungo la famosa "Cima Coppi" del Passatore, il mitico Passo della Colla, sita al 48° km, dove passo al secondo check point! 

Qui avrei dovuto incontrarmi con i ragazzi del furgone. Ho bisogno di coprirmi, fa un freddo birbone, ma loro non ci sono ! Dove siete, aiuto! Niente da fare, mi tocca proseguire così, sudato e infreddolito. Per fortuna il mio angelo custode assume le sembianze di Paolo Sardini. Paolo mi da una sua maglia e mi permette di proseguire la mia gara al caldo. Il clima è proprio cambiato e fa molto freddo. 

Da qualche km Mauro ha dolori intestinali. È' costretto a fermarsi molte volte è la cosa non è proprio buona per uno che deve correre una 100 km. 

Naturalmente la corsa ne risente e ci raggiunge anche Eduardo. Al 70° km Aguilar mi dice di andare, di proseguire, che rimane lui con Mauro.

Proseguo, solo. Oramai è buio. Cerco di raccogliere i pensieri, di godermi questa gara, questo spettacolo. 
Scendendo di quota fa anche meno freddo e si sta meglio. La strada non è molto illuminata e questo favorisce uno spettacolo bellissimo.

La mia luce e' la Luna! Una bellissima palla bianca mi illumina la strada. Vedo la sua luce illuminare fievolmente ogni cosa. Ai lati della strada mi tengono compagnia le allegre ranocchie del ruscello che gracidano a più non posso e le cicale che gareggiano a chi frinisce più forte. 
Il tocco di classe però lo fanno le mille e mille lucciole che sono nei campi. Wow che spettacolo. Mi scopro impegnato a guardarle per molti km e a non preoccuparmi per niente della corsa. 

Questo spaccato di vita in campagna, mi ricorda quando ero bambino. Le lucciole in città non esistono più ed è bellissimo vedere che la natura è' ancora li, bellissima, per noi...

Improvvisamente mi rendo conto che dallo scollinamento in avanti ho sempre corso, fermandomi solamente per bere un po' d'acqua ai ristori per poi ripartire. Ogni volta supero gente nuova e non vengo mai superato da nessuno. Mah, possibile? Probabilmente è ancora presto per quelli che fanno la progressione finale. 

Finalmente arrivo a Brisighella dove si trova l'ultimo chek point, mancano solo 10 km e devo dire che sono i più lunghi, non passano mai!
Passo all'ultimo ristoro del 95° km e poi via, mi lancio verso gli ultimi 5 km. Attiva il cartello "Faenza". Dopo tanta campagna si rivedono le luci, le case. 

Entro in città, attraverso una rotonda, non c'è nessuno. La cosa è normale. Sono le 1 e 30 di notte e sono pochissime le persone che sono presenti. Comunque mi onorano con un applauso.

Entro nel centro storico, svolto a sinistra e vedo il gonfiabile in lontananza. Penso: "Mario, cazzo, ce l'hai fatta, hai realizzato il tuo sogno". Accelero e arrivo in progressione.

All'arrivo mi appendono la medaglia al collo ed io mi emoziono. È stata una bellissima avventura che ricorderò per sempre!


Non voglio scordare anche i miei compagni di viaggio. Devo dire che è stata una gara positiva per tutti noi della spedizione pescarese. Abbiamo tutti fatto ottimi temi che qui riassumo, in ordine di arrivo (tempo ufficiale - real):

1) Paolo Cavallone: 9:54:25 - 9:53:47; (un treno!)

2) Fabrizio Samuele: 10:10:11 - 10:10:06;
(Peccato non aver corso con lui. Ha fatto una gran gara e portato a casa il suo P.B. Ottimo risultato se pensiamo che anch'esso era reduce da 100 km corsi la settimana prima. Non si ferma manco se gli spari. Mito!)

3) Ranieri Masci: 10:28:32 - 10:28:17;
(Tempone per Masci che più invecchia e più migliora e si permette di fare gli ultimi 35 km a 5/km... Gosh!)
4) Mario Ricci: 10:41:52 - 10:41:15; 
5) Piero Cossalter: 10:54:24 - 10:52:28;
(Piero è il più atleta di tutti. Fisicaccio che lo porterà ad avere grandissime soddisfazioni. Intanto quest'anno chiude il Passatore alla grandissima. Great!) 

6) Chiara Zurli: 10:55:47 - 10:55:33;
(Che grinta la Signora Zurli! Ti ammiro mucho!)

7) Eduardo Enrique Aguilar: 11:05:21 - 11:05:19;
(Ironman je fa una pippa! Con la sua calma serafica macina km a tutta manetta. Un runner come pochi!)
8) Mauro Trubiano: 11:27:07 - 11:26:28;
(Mauro era il più pronto e meritava altri tempi cronometrici. Purtroppo contro i dolori intestinali c'è poco da fare. Resta l'orgoglio e la soddisfazione di essere comunque arrivato con un ottimo tempo!)

9) Paolo Pompa 11:27:08 - 11:26:34;
(E' la sorpresa del gruppo. Non si è praticamente allenato ed è arrivato a Faenza fresco come un rosa. Chapeau Paolo, sei un grandissimo!)

10) Giampaolo Astolfi: 11:58:26 - 11:57:52;
(Su Giampaolo ci puoi contare. Punta l'obiettivo e lo raggiunge sempre. Questa volta portando a casa anche il proprio P.B. Complimenti!)

11) Francesco Del Balzo: 12:40:08 - 12:39:22;  
(Altro pazzoide da medaglia d'oro. Si è inventato centista dal nulla. Ha una determinazione fortissima a fare bene. Col coltello tra i denti ha portato a casa un buon tempo! L'Anno prossimo toglie mezz'ora!)

12) Camillo Cichelli: 13:58:35 - 13:58:19;  
(Non conosco bene Camillo, gli faccio comunque i complimenti! )

13) Amedeo Mazzocchetti: 14:39:51 - 14:37:54;
(Il grande Amedeo ha coronato il suo sogno. E' stato un collante per tutto il gruppo e ha portato a casa la sua avventura, condivisa con la figlia Francesca, il cui ricordo porterà sempre nel cuore. Ottimo time anche per lui!)

14) Pietro D'Agostino: 15:40:20 - 15:38:22; 
(Pietro è un grande! Con questo suo atteggiamento da basso profilo, è un grande maratoneta, macina chilometri a go go ed è determinato come pochi. Gli piacciono le sfide e sa, che se non ci molla, vivrà ancora moltissime avventure. Pazzo!)

15) Virginia Nanni: 18:10:43 - 18:08:45;  
16) Franco Schiazza: 18:10:47 - 18:08:52 
17) Roberto Capriotti: 18:10:49 - 18:08:52;

(Unico commento per questo trio di centisti che hanno avuto l'occasione di condividere questa avventura. Conoscendo il grande spirito di Franco e Roberto, per Virginia sarà stato uno spasso. Team!)
18) Valerio Di Deo: (purtroppo si è ritirato all'altezza del 50° km, ma sono sicuro che si rifarà l'anno prossimo, e con gli interessi!)

Considerazioni finali 

Un'esperienza  bellissima, fantastica, imperdibile, irrinunciabile, emozioni uniche. La vittoria sulla sofferenza che ti ha tenuto compagnia per tutta la gara. La soddisfazione nel poter dire, io c'ero, facevo parte di quel gruppo di indomiti folli, romantici, sognatori runners, che sotto un cielo stellato, affrontavano questo viaggio verso l'ignoto, ma con un'unica certezza, bisognava correre per 100 km e arrivare a Faenza. Ed è stato così!



6 commenti:

nino ha detto...

clap, clap, clap. un grande

Mario Ricci ha detto...

Grazie Nino!

Anonimo ha detto...

Bel resoconto della pazza avventura che ci ha accomunato, caro Mario!
Più ci penso e più mi vien da credere che tutti i partecipanti al Passatore non sono altro se non degli psicopatici.
Si corre di notte, con le lucette in testa, su e giù in mezzo alle montagne, si arriva ad orari assurdi in un posto stralunato dalla fatica: insomma, quella non è una gara, è una folle corsa dietro la Fata Morgana, un vero e proprio atto di pornografia podistica.
Ciao da Paolo P.

marianorun ha detto...

Complimenti! Bel gruppo, e grande risultato. Per me rimarrà sempre e solo un sogno. Eppure così intenso da farmi ugualmente trasportare con il corpo e l'anima... ogni volta che leggo i racconti di chi, come te, è riuscito nell'impresa. Umana, troppo umana per essere capita da tutti... Ciao!

Filippo ha detto...

Sono alla terza lettura....Grande Mario, complimenti!

Mario Ricci ha detto...

@ marianorun Grazie mille, è stata davvero una bella avventura, spero che prima o poi la faccia anche tu!
@Filippo Grazie Phil!