giovedì 9 novembre 2017

Maratona di Verona... 10 giorni allo start!





Il 19 novembre si avvicina a grandi passi e io i preparo ad affrontare la mia 26ma maratona, a Verona. 
Questa maratona mi manca e non vedo l'ora di scoprirla. 
Torno in Veneto molto volentieri. E' una regione a me molto cara.
Mi divertirò a correrla, sereno e tranquillo, senza alcun assillo di tempi, ma la battaglia, come al solito, sarà solo con me stesso, con la mia testa e i miei affezionati crampi.

Non mi sono allenato bene e quindi non mi aspetto nulla di che, se non aggiungere un'altra medaglia alla mia personale collezione.
Run & Peace!
 

lunedì 16 ottobre 2017

Mezza Maratona di Pescara 2017


Domenica si è tenuta la  classica Maratona di Pescara, corredata dalle gare di Mezza maratona e non competitiva. Come al solito la città risponde bene al suo ruolo. Il lungomare, il centro, pullulano di persone, già da molto prima del via alla gara ed è una bellissima giornata di sole.
La manifestazione attira runners da tutta la regione, ma sono molti quelli che vengono da fuori, Marche, Lazio e Puglia, su tutti.
Per quanto mi riguarda, mi sento in uno stato soporifero, osservo tutte quelle persone con un certo distacco. Questo è il mio mondo, non vi rinuncerei mai. Tuttavia correre all'impazzata in tutte le gare e con tabelle durissime come in passato non mi va più, ora voglio gestirmi, selezionare poche e mirate gare e avere un'unico obbiettivo, la sola stella polare: correre sempre e il più a lungo possibile.
Di conseguenza, per uno come me che si allenava 6 giorni su 7 e sempre al massimo, le conseguenze si vedono e si sentono.
Un pò il lavoro, un pò il fatto di allenarsi meno mi hanno fatto fare un passo indietro rispetto alle mie prestazioni. Riesco ad allenarmi al massimo quattro volte a settimana, ma tant'è, me ne farò una ragione.
Guardandomi attorno mi accorgo che tanti runners della prima ora come me, si vedono poco. Le loro apparizioni in allenamenti e gare si sono diradate.
In ogni caso, basta con le lamentele e parliamo dell'oggi. Era un pò che non partecipavo ad una mezza, almeno tradizionale. il 30 settembre mi ero avventurato in una 21 km corsa su un percorso di circa 1300 metri. In fondo anche quella gara, (cosiddetta del criceto - per via di correre sempre attorno ad un anello) conclusa attorno a 1h e 40' mi è servita a capire che non stavo poi così male.
Per la mezza di Pescara ero quindi convinto di poterla affrontare con fiducia e serenità. Ho deciso di correrla insieme alla mia compagna di squadra Mara che mi avrebbe garantito un passo regolare.
In realtà, già attorno al 5° km mi accorgevo di andare un poco più veloce e ho dovuto rallentare molte volte per riunirmi a lei.
Al decimo km passo in 44', al passo di 4:24. Subito dopo il superamento del Ponte del Mare e via sulla Riviera nord, verso il capolinea di Montesilvano.
Temevo un pò il lungo rettilineo, soprattutto mentalmente. Invece, in un batter d'occhio arrivo al rifornimento di Piazza Duca e al capolinea. Da lì mancano 5 km nei quali, lo ammetto, sono andato in crisi al 20° km, rallentando un pò. Ma come dice il saggio, venuta la crisi aspetta che se ne va. E in effetti la crisi passa, corro l'ultimo km a tutta e arrivo in 1:33. 
Arrivo 121° assoluto e 4° di categoria. Piccola soddisfazione in una giornata calda e difficile per tanti. Non per me, che me ne torno a casa tranquillo e senza alcun risentimento muscolare. Meglio così! Ora penso al lunghissimo del prossimo fine settimana, 36 km! Oramai ci siamo, Verona è lì, vicinissima!

  

lunedì 31 luglio 2017

Ultramaratona del Gran Sasso 2017. Viaggio in una bellezza senza fine.

foto tratta dalla rete

Come definire correre una ultramaratona? I pareri sono discordi. C'è chi dice che avventurarsi oltre i 42 km sia da pazzi. In effetti un pò da pazzi lo è, i rischi di farsi male sono duplicati, triplicati, ma vuoi mettere la soddisfazione e l'orgoglio da arrivare a concludere una ultra?
Personalmente ho abbandonato quel mondo, ma ad alcune gare non so dire di no.
Una di queste è l'Ultramaratona del Gran Sasso. Una gara bellissima che valorizza al meglio le potenzialità attrattiva dell'altopiano e le qualità di resistenza e resilienza degli atleti. 
Quest'anno l'organizzazione ha fatto davvero un cambio di passo e la corsa è passata ad essere una vera gara di rilievo nazionale. C'è stata una eco e una partecipazione davvero da tutta Italia e tutti, indistintamente, sono rimasti ben impressionati dalla location, ma anche dalla puntuale organizzazione che non ha lasciato nulla al caso.
Giunto a Santo Stefano di Sessanio, nella graziosissima Piazza Medicea, non ho potuto non notare i tanti runners provenienti da fuori regione. Ho parlato con alcuni di loro e ho notato con quale trasporto stessero parlando dell'Abruzzo. In cuor loro non immaginavano che ci fosse tanta bellezza nel centro dell'Italia.
Sebbene i discorsi fossero piacevoli e divertenti, l'orologio ci richiama all'ordine e, in men che non si dica, arriva l'orario della partenza.
La Gara
Quest'anno, forse ostentando un pò troppa sicurezza nelle mie possibilità, decido di correre insieme a Mauro. Lui, al contrario di me, si è disciplinatamente preparato correndo bene e per tanti km (è reduce anche dal Passatore). Io ho racimolato solo un paio di uscite collinari medio lunghe di 28 e 35 km.
Allo start partiamo dal fondo del gruppo e piano piano cerchiamo di correre ad un passo lento e tranquillo, comunque tale da permetterci di svalicare al valico di Capo la Serra senza troppi patemi d'animo.


Il passo, seppur lento ci fa raggiungere e superare molte persone. Quando le cose si fanno serie, però, attorno al 18° km, laddove la pendenza si fa sentire, Mauro ne ha di più e se ne va lasciandomi al mio destino.
La mia corsa solitaria, tra alti e bassi, procede tranquilla. il passo non è dei migliori, ma la testa è sempre presente e determinata ad andare avanti.
Per fortuna ci sono tanti ristori ad alleviare un caldo ed un'arsura che non ti danno tregua e che causerà molti ritiri). 
Voglio ringraziare la gentilezza e lo spirito di sacrificio dei tanti volontari che hanno gestito quei ristori. Ci hanno dato una grande mano, insieme con i loro sorrisi e i messaggi di incoraggiamento che ci spronavano a ripartire più motivati di prima.
Voglio ringraziare anche tanti ciclisti che mi hanno offerto un pò d'acqua o sali che hanno dimostrato che il nostro è davvero un bell'ambiente dove ci sono tante brave persone.
I miei compagni di viaggio sono tanti, un ragazzo dei Lupi d'Abruzzo di Atessa che mi ha confessato di conoscermi perché lettore del blog, così come un ciclista incontrato più avanti. 
Poi ho condiviso qualche chilometro con Antonello Pattara e con tanti altri.


Correre sull'altopiano è come farlo nella pampa infuocata tanto che per un bel tratto mi sono praticamente denudato. 


Per fortuna, soprattutto verso il bivio per il Lago Racollo, siamo stati accarezzati da una leggera e fresca brezza che ci ha aiutato ad affrontare la salita che porta al 40° km. Già sull'altopiano avevo visto, seppur in lontananza, sterminate mandrie di mucche, ma dal Lago Racollo in su, corro e altre ne trovo a brevissima distanza da me. Sono bellissime, fiere e dallo sguardo austero. Un fantastico toro dal fisico imponente e muscoloso se ne sta quieto vicino alla sua lei. Una scena bellissima che mi dispiace non fissare con una foto. 


La salita finalmente finisce e raggiungo il ristoro. Due bicchieri d'acqua ed un pò di uvetta passa sono il viatico che mi lancia in discesa, giù verso Santo Stefano. Corro insieme a quattro runners fino al successivo ristoro del 45°, le forze scarseggiano, ma voglio assolutamente arrivare. E così, dopo una partenza un pò sofferta, mi butto in discesa fino all'arrivo.
Al 49 e 500 metri mi cadono in terra gli occhiali da sole. Fermarmi e raccoglierli è stata davvero dura, ma ce l'ho fatta. Riparto, bivio a sinistra e arrivo davanti al municipio.
5 ore e 7 minuti dice il cronometro. 15 minuti in più dello scorso anno. 
Anche se più lentamente ho corso bene e le sensazioni fisiche del giorno dopo sono ottime. 
Con un pò di allenamento in più forse l'avrei "vissuta" meglio, ma non importa. Le sensazioni e le emozioni che ho avuto, valgono totalmente quel poco di fatica e sofferenza.
Concludo dicendo grazie a chi, involontariamente, mi ha spronato, sostenuto, gratificato con la sua presenza e la sua illimitata fiducia, credendoci anche e più di me. Grazie, grazie, grazie.  



    

domenica 11 giugno 2017

Solitary training on the hill


In una sonnacchiosa mattina d'estate, verso le 7 sono uscito per correre un allenamento solitario sulle bellissime colline pescaresi. Era un pò che non lo facevo. Ci voleva proprio. Mi sono avventurato sulle ripide stradine cercando di affrontarle sempre correndo. Ci sono riuscito, ma è stata dura!
Lo scenario da quassù è fantastico. La natura, la campagna, e il mare in lontananza sembrano dipinti in un quadro. 
Il freschetto della mattina, piano piano, lascia il posto ad un'arietta calda che, tuttavia, non mi rallenta. La solitudine concilia i pensieri e il relax. 
Dopo lo scollinamento di Montesilvano Colle ecco la discesa che mi riporta giù, verso il mare.
Improvvisamente ricordo le migliaia di volte in cui mi sono allenato qui. In salita, in discesa, con tanti, tanti runner. Ricordo anche quelli fatti con te, con Monia, con Angelo. Quanti ricordi, quante emozioni. Insieme abbiamo corso ovunque ed ora tu sei li, sul tuo letto a lottare contro quella malattia che se l'è presa con te... Te lo voglio dire, oggi hai corso con me. 
Ciao Carmine.






sabato 3 giugno 2017

Due chiacchiere con Marcello Mastrodicasa dopo la sua Nove Colli

Ciao Marcello, innanzitutto complimenti per la tua ennesima impresa che, come al solito, ci lascia stupiti ed ammirati. Grazie per aver accettato di scambiare qualche impressione sulla gara e sulle tue considerazioni personali su come tu l’abbia vissuta.

Mario: Allora Marcello, anche questa è fatta! Cosa ci puoi raccontare di questa gara? (dal punto di vista organizzativo e di gara);
Marcello: La gara è molto difficile da terminare, sia per il suo dislivello positivo (più di 3000 m), sia per la distanza proibitiva e per il dislivello negativo che tutti sottovalutano. Infatti i numeri parlano chiaro: 150 runners partenti, 91 ritirati.
Dal punto di vista organizzativo, la Nove Colli è una gara organizzata molto bene, (unico neo, il fatto di non poter trovare la tua borsa nei posti prestabiliti, dove). 





Mario: Essendo la Nove Colli prevista la settimana prima del Passatore, vuoi dirci, se ce ne sono, a parte i km, differenze tra le due gare?
Marcello: Certo, ci sono varie differenze. Il percorso per esempio è un continuo sali e scendi che mette a dura prova la tenuta atletica. Specialmente nel tratto finale dove le pendenze superano il 18%.

Mario: Come ci si organizza per correre una gara di 200 km?
Marcello: La prima cosa da fare è quella di procurarsi un avvocato per le pratiche del divorzio! Scherzo!
Bisogna essere in condizioni fisiche e mentali buone e occorre tanta motivazione. 
Poi si comincia ad allenarsi. Io ho iniziato partecipando a diverse maratone, continuando con allenamenti in collina, con continue variazioni di pendenza, affinché il corpo si abitui a questo tipo di stress. Successivamente, si allungano le distanze fino ad arrivare ad almeno 70/80 km consecutivi. 
Infine, per il lunghissimo, ho scelto di partecipare alla Grande Corsa Bianca di 170 km.




Mario: Hai avuto qualcuno che ti seguiva in gara?
Marcello: Purtroppo non ho avuto qualcuno che mi seguisse in gara. Secondo me è un aiuto essenziale per il sostegno logistico e morale.  
La maggior parte degli atleti in questa gara si è fatto accompagnare.

Mario: Questo ti avrà senz’altro penalizzato, ci racconti?
Marcello: Sicuramente! Il materiale che potrebbe servirti durante la gara l'ho dovuto programmare anticipatamente e portare con me per tutta la durata. Questo comunque per me non è stato un grande problema perché nelle mie gare sono abituato a portare zaini molto più pesanti. 

Mario: Io ho corso la 100 km del Passatore. Sono rimasto sempre sveglio e pieno di adrenalina, ma cosa succede in una 200 km? si ha fame, si ha sonno? si ha nausea della corsa?
Marcello: Fortunatamente non ho avuto queste reazioni negative. Sono rimasto tranquillo e sempre padrone di me stesso. Praticamente ero in condizioni psico-fisiche pressoché perfette.
Solo sul Barbotto, dopo 9 ore di gara, ho cenato con salsicce, passato di verdure e ancora salsicce grigliate. Una birretta e sono ripartito!


Mario: Ho saputo anche delle secchiate d’acqua che sono piovute durante la notte. Come hai rimediato a questa cosa?
Marcello: Purtroppo è stato l'unico momento in cui ho sofferto il freddo. Alle 2 di notte siamo stati colti da un violento nubifragio che ci ha costretti ad una sosta forzata a Perticara, a causa dei fulmini. Anche se ho trovato un fortunoso riparo, la frittata era ormai fatta: piedi zuppi d'acqua senza possibilità di cambiare scarpe e calzini. Ho corso fino all'arrivo a Cesenatico e questo ha comportato inevitabili vesciche che ho dovuto sopportare per gli ultimi 30 km e ad una temperatura di più di 30 gradi quando poi nella mattinata è uscito il sole. 

Mario: La Novecolli è nata come gara di bici, la presenza dei ciclisti ti ha disturbato o non ha inciso con la tua prestazione?
Marcello: Si tratta di un tasto dolente per questa gara.
Ho avuto la fortuna, essendo nelle prime posizioni di incontrarli solo sull'ultimo colle, il Gorolo e vi dico che è veramente pericoloso dato che ti arrivano dalle spalle a gran velocità, contando che sono stati più di 12 000. 

Mario: Ho finito gli aggettivi per definirti. Sei davvero un forte atleta e dalla testa determinata e indomabile. Ancora Complimenti!
Marcello: Grazie per questi aggettivi ma per me è solo un divertimento. Quando corro lo faccio con piacere e passione. La mia è una sfida con me stesso, cercando sempre di non andare mai oltre i miei limiti. 

Mario, siamo arrivati ai saluti. Qual’è il tuo prossimo impegno podistico?
Marcello: Chi mi conosce bene sa che dopo gare del genere, in 3 mesi: Grande Corsa Bianca e Novembre colli Running uomo d'acciaio, la mente ha bisogno di non avere impegni imminenti, altrimenti si rischia l'over training. 

Un abbraccio a tutti. 


venerdì 19 maggio 2017

Marcello Mastrodicasa alla Nove Colli 2017


Foto tratta dalla rete

Domani è il grande giorno per Marcello, ma anche per tanti suoi amici ed estimatori. Quel pazzo scatenato correrà la Nove colli Running, una gara pazzesca che si sviluppa sul percorso della famosa gara in bici, ma correndo a piedi! 

Solo a guardare il percorso sul sito ufficiale mi viene la tremarella. Tremo, ma anche sogno. Sogno di trovarmi al suo fianco e condividere la durezza e l'emozione di sfidare se stessi in una prova tanto dura.

Si, lo so, il nostro "lupo del Morrone" è abituato a ben altre sfide. Trovarsi solo in condizioni ben più difficili, di durezza della prova e di clima, soprattutto nelle gare in vetta, per lui non è un problema. Lui è il lupo e tutto gli riesce facile.



Marcello questa volta dovrà correre sull'asfalto dei colli romagnoli e io correrò con lui. La mente mi ritorna alla poesia e alla felicità che mi pervadeva nel correre la 100 km del Passatore quando, in piena notte, fai i conti con te stesso, col tuo corpo, coi tuoi pensieri.
Mi piacerebbe essere li con te e rivivere queste belle emozioni che queste gare regalano.

Corri Marcello, la notte ti farà da cornice. Un cielo pieno di stelle e prati illuminati di lucciole, saranno il palcoscenico che ti accompagnerà verso la tua ennesima, grande avventura.
Ciao Campione.  

Mario




domenica 7 maggio 2017

Collemar-athon 2017

Che bello quando, ogni tanto, nella vita, si fanno delle pazzie! Buttare ogni tanto il cuore oltre l'ostacolo e comportarsi in maniera irrazionale fa bene!
Tutto nasce dalla Collemar-athon dello scorso anno che mi ha trovato, purtroppo, infortunato. Chiesi agli organizzatori di poterla rimandare a quest'anno, sperando di poter fare una gara dignitosa.
Solo a fine marzo ho avuto la certezza di essere iscritto all'edizione di quest'anno. Tuttavia, non avendo più fatto lunghi dalla Maratona di Milano e vista la mancanza di amici runners pescaresi che mi accompagnassero, stavo maturando l'idea di non andare.
Meno male, però, che all'ultimo secondo ho incontrato il grande Marcello Mastrodicasa che mi ha invitato ad andare con lui.
Vado? Non Vado? ma certo che vado! 
Questa mattina quindi, sveglia alle 4 e partenza alle 5 in direzione Fano. Eravamo in tre, Io, Marcello e Roberto Di Nallo. Non conoscevo Roberto. E' stato piacevolissimo trascorrere la giornata con loro. Spero che ci siano altre occasioni per condividere la mia passione con queste belle persone.
La Gara
Oggi sono andato a Fano con lo spirito contrario a quello agonistico. I miracoli non accadono in maratona. Tutto succede o non succede per una ragione. Se stai bene e sei allenato, i risultati arrivano, contrariamente, no.
In effetti, come dicevo prima, non mai più fatto un lungo dal 2 aprile, il mio obbiettivo, quindi, non era assolutamente il tempo, ma bensì quello di mettere km e fare un "lunghetto" in prospettiva della Ultramaratona del Gran Sasso.
La partenza di questa gara è sempre spettacolare ed emozionante. Il paese medievale che ci accoglie nelle sue strette vie, la musica a palla che finisce sempre con "The Final Countdown" che ti carica al massimo, coriandoli e stelle filanti a go-go!
Una volta partiti, ho avuto la fortuna di potermi unire a Marcello che faceva il pace maker delle 3h30. 
Sono rimasto con lui e il suo folto gruppo fino al 30° km dove, come previsto, ho dovuto tirare i remi in barca e rallentare, affinché terminassi in maniera tranquilla la mia gara.
Ed è stato così che ho chiuso la mia prestazione in 3h39; Questo risultato, vista la gara, davvero molto tosta e la mancanza di allenamento, mi lascia molto soddisfatto.

Questi i tempi di tutti e tre.

Roberto Di Nallo: 3:27:43;
Marcello Mastrodicasa: 3:29:45;
Mario Ricci: 3:39:08






E anche la mia 24ma maratona è stata portata a casa, insieme ad una splendida medaglia!  


Grazie ragazzi per questa bella giornata.
Alla prossima!
Enjoy!


venerdì 7 aprile 2017

Milano Marathon 2017


Milano Marathon, bella gara! Era una delle grandi maratone italiane che ancora mi mancava. 
Le ho corse tutte, da nord a sud, ma Milano no.
Quest'anno mi sono deciso e ne sono felice.


Mi è piaciuta l'organizzazione pre gara, in gara e post gara. In più, sebbene il meteo promettesse sfracelli, santa maratona ci ha regalato una giornata splendida. Al mattino un cielo coperto e una temperatura mite ci hanno permesso di correre senza problemi. Infine, verso mezzogiorno, ecco il sole, caldo e brillante che ha reso davvero fantastica la nostra trasferta milanese.


La gara.
Dopo Parma e Francoforte, il mio approccio in maratona migliora. La vigilia della gara mi sento tranquillo e rilassato. Decido di correre per i fatti miei e non do' retta a nessuno, men che meno ai pacers.


I km scorrono tranquilli e cosi, via via, attraversiamo le varie zone della città. La prerogativa di questa maratona è che si sviluppa solo sul territorio comunale. Realizzo che la città metropolitana non fa per me. E' enorme!


Il passo è regolare, attorno ai 4:50/km, e quando si sta bene, i km volano! Senza patemi chiudo la gara in 3h28'05'' Felicissimo!
Ora punto alla prossima maratona, e andrà bene!

     

mercoledì 1 febbraio 2017

maratona di New York 2017!



Devo dire che sono emozionato…
Il solo pensiero mi agita, è deciso. Il prossimo Novembre andrò, finalmente, alla Maratona di New York!!!
Dopo 13 anni di onorata carriera podistica, finalmente sembra che questo sia l’anno giusto.
Come per un musulmano è d’obbligo andare alla Mecca almeno una volta nella sua vita, anche per noi runners, dai campioni ai tapascioni come me, il sogno prevalente è quello di correre la maratona di New York.
Ognuno di noi sa che, fuori dal nostro ambiente, le persone non hanno ben chiaro come funzioni. Non sanno cosa sia una gara da 10, una mezza, una maratona, una ultramaratona.
Però, una domanda però te la fanno sempre. “Ah tu corri? Allora sei stato a correre la Maratona di New York”
In effetti, oltre ad essere un enorme evento sportivo è anche un grande evento mediatico. E’ una manifestazioneconosciuta a livello globale.
Poi andrò a visitare New York, città senza dubbio fantastica, bellissima, intrigante, assolutamente da scoprire.
Sono stati tanti gli amici che ci sono già stati e che hanno corso a NY. 
Mi hanno raccontato le emozioni, le sensazioni, la durezza e la bellezza di questa gara. 
Correre per 42,195 chilometri attraverso i 5 distretti di Manhattan, partendo dal ponte di Verrazzano deve essere fantastico! Brooklyn, Queen. Manhattan, Bronx, poi in discesa fino ad Harlem, e via sulla 5th avenue fino a Central Park. Nomi, luoghi, noti a tutti, ma per me ancora sconosciuti.
Come andrò?
Affidarsi ad uno dei tanti tour operator è il metodo più semplice per aver la sicurezza di partecipare. Peccato che sia davvero costoso.
I pacchetti oramai sono vari, per tutti i gusti, per tutti i prezzi e disponibilità.
In Italia c’è l’imbarazzo della scelta. Io ho studiato un po' tra i vari pacchetti e la scelta è caduta su Effetto Italy, che qui in Abruzzo è degnamente rappresentata, con indubbia professionalità e serietà, dal Cav. Vittoriano Cantera, arrivato quest’anno al suo 28° anno consecutivo di organizzazione.
Vittoriano, che tra l’altro è un ex maratoneta di ottimo livello, è quindi una sicurezza e con lui non dovrò pensare a niente, se non ad allenarmi. Vittoriano e la Effetto Italy organizzeranno nei minimi dettagli il mio soggiorno a New York.
Il solo motivo di questo post, non è tanto di farvi sapere i fatti miei, ma è solo quello che mi farebbe davvero molto piacere se nascesse un bel gruppone di amici che condividesse con me il viaggio alla grande mela.
C’è questa bella opportunità! New York e li che ci aspetta. Approfittiamone! Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Allego il programma con i prezzi e gli Hotel proposti. Qualora desideraste il programma pdf fatemelo sapere, lo invierò ad ognuno che me lo chiederà








Per informazioni e prenotazioni chiamate il Cav. Vittoriano Cantera al numero +393392525725