lunedì 26 aprile 2010

il tempo passa


Dopo una settimana di silenzio faccio un mini resoconto di quella che è stata la mia settimana. Resoconto velocissimo: Il tempo passa, ma il dolore è sempre lì. Chiaramente non ho corso per niente. Tutti dicono che è presto, che bisogna stare fermi almeno un mese, mah... Sono Passati 15 giorni da Parigi, ma io non trovo alcun miglioramento.

Naturalmente non sto fermo, esco a giorni alterni in mountain bike, inventandomi itinerari di almeno 40 - 50 km con conseguenza che il culo mi sta diventando quadrato e le cosce due prosciutti. Nel frattempo, tutt'intorno c'è un mare di gare e garette, su strada e trail...

domenica 18 aprile 2010

Da direttore d'orchestra a suonatore di piattini

E' passata una settimana dalla maratona di Parigi, sono stato fermo, non ho mai corso, ho fatto solo una uscita in bici di 30 km, così, giusto per fare qualcosa. Ogni mattina quando mi alzo, camminando scalzo non riesco a farlo. Mi viene da zoppicare. La cosa mi preoccupa molto. Oggi c'era la bellissima Maratonina dei Fiori a San Benedetto del Tronto, che ha visto una grande partecipazione di runner e anche di molti compagni di squadra. Io sono uscito ancora in mountain bike, accompagnando un mio amico nel suo lungo di 30 km (corso a 4.15) in preparazione della maratona di Copenaghen. Col dolore sempre presente mi sono sentito davvero giù, da direttore d'orchestra a suonatore di piattini, appunto. Ridotto a portare le bottiglie d'acqua! che brutta fine. Mah, arriveranno tempi migliori...

venerdì 16 aprile 2010

Maratona di Parigi 2010 e nuovo P.B.

La mia sesta maratona, iniziata davvero con entusiasmo strabordante sembrava concludersi anch’essa in modo deludente, addirittura prima di averla iniziata.

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Il 28 marzo, purtroppo, a 14 giorni dalla partenza, durante l’ultimo allenamento, un lungo di 28 km, mi sono fatto male al piede. Un dolore intenso, subdolo, col quale mi sono trovato a convivere sino ad oggi, che mi impedisce di correre col giusto assetto.

E’ vero che correre è sacrificio, è vero che bisogna saper correre sul dolore, ma è anche vero che uno si domanda: ma perché tutte a me?

Che ci sia una qualche legge di Murphy che mi impedisce di avere un minimo di soddisfazione nella corsa regina dell’atletica leggera?

Mi sono trovato nella sicurezza di poter schiattare il Drago (maratona) da novello San Giorgio, ma senza la lancia per poterlo fare. Un macello!

L’infortunio mi ha buttato parecchio a terra emotivamente, ma per fortuna, dopo un primo momento di piangeria ha prevalso la voglia di lottare. Ho deciso di andare comunque a Parigi e di andarmi a prendere quella medaglia. Quattro intensi mesi di allenamento, non potevano essere buttati al cesso… E così ho fatto. Mi sono portato una fiala di antidolorifico da fare intramuscolo come ultima carta da potermi giocare prima della resa.

LA PARTENZA PER PARIGI

Io e il mio amico Massimo (rivelatosi uno stupefacente compagno d’avventura e che mi ha fatto morire dal ridere) partiamo da Fiumicino alle 15.30, evidentemente troppo tardi, visto che siamo riusciti ad arrivare all’Expo per il ritiro del pettorale solo alle 19.59, un minuto prima della chiusura.

Arrivarci è stato arduo. Una volta sbarcati all’aeroporto Charles De Gaulle, abbiamo sceso e salito millecinquecentomila scale e scalini della metro, abbiamo cambiato RER, metro e cazzi vari, arrivando stravolti e, soprattutto io, col piede dolorante all’Expo.

Dopo aver finalmente ritirato il pettorale, siamo tornati tardi in Hotel dove siamo crollati nel letto, stanchi morti.

L’HOTEL

Letto? Insomma, si fa presto a dire letto. Avevamo un baldacchino da una piazza e mezzo pure mezzo sfondato al centro, sai che ridere ?!?!?! Io e Massimo, per sua auto definizione “sconclamato” ci siamo scontrati più di una volta nel nostro talamo, vabbè… andiamo avanti.

La cosa più esclusiva che potevamo vantare in stanza era il bidet ad estrazione. Un prodigio della tecnica ed ingegneria d’oltralpe. Il sanitario era bellamente nascosto sotto al lavandino, pronto a balzare in avanti appena un italiano avesse avuto voglia di sciacquarsi gli zebedei, visto che loro (i francesi) non lo fanno… Bleah. Nel frattempo le ore avanzavano e, mentre Massimo dormiva tra le braccia di Morfeo io alle 4.00 ero già sveglio a guardare il soffitto. Mi stava succedendo la stessa cosa di Firenze… mah.

Alle 6.45, siamo andati a fare colazione… sembrava di essere entrati nella casetta dei sette nani, una sorta di stanzetta piccolissima, dove erano allineati sette mini tavolini e dove davvero si stava strettissimi. Dopo esserci mangiato questo mondo e quell’altro tra pane abbrustolito, marmellate, dolci, succo d’arancia ecc ecc, ad un certo punto ce ne siamo tornati in stanza. Ci toccava la prima impresa della giornata: riuscire a farmi l’iniezione con l’antidolorifico. Dapprima sembrava una cosa semplice, pensavo. E che ci vorrà mai? Miiiiii, avevo il terrore !!! Volevo farmela da solo ma non ci sono riuscito. Toccava a Massimo, solo lui poteva farcela. Mentre aspettavo che finisse sto supplizio, mio sono girato verso di lui, e sgomento ho visto il trapanatore folle che con sguardo preoccupato si avvinava alla mia chiappa brandendo l’attrezzo a mo di pugnale….. Mamma mia ma che cazzzzzzzzzzzzz, io ho paura!!! Alla fine, tra una risata e l’altra, Massimo è stato bravissimo e una volta fatta sta cavolo di iniezione, siamo finalmente stati pronti a tuffarci nel mare di runners che già vedevamo passare sotto in strada per affrontare la seconda impresa della giornata, correre la maratona.

IL BLOGPOINT

Alle 8, ci siamo incontrati per il mini blogpoint con Giancarlo (Blade Runner) che è arrivato debilitato a causa di raffreddori ecc… Sembrava un reparto ospedaliero, non ce n’era uno sano…

Salutato Giancarlo che dichiarava di voler correre sui 4.40 a km, dopo un mini riscaldamento io e Massimo siamo entrati in griglia, pronti per andare incontro al nostro destino… Io, nelle mie condizioni ero sicuro di non poter mantenere un passo più veloce dei 5 a km, Massimo era ben disposto a farla insieme a me e invece…

LA GARA

Pronti, partenza, via! Già dall’inizio, ho notato che dovevo procedere mantenendo il mio peso verso l’indietro, sul tallone per intenderci, ogni minima oscillazione in avanti provocava dolore… un casino. Anche in quelle condizioni, però, mi sentivo benissimo, sereno e tranquillo e vedevo uno dei 3 pace maker delle 3.15 che stava un paio di metri davanti a me. Inaspettatamente mantenevo i 4.50 a km e tutto andava bene.

Dietro di me, Massimo mi urlava di andare piano, di non esagerare, ma io stavo andando piano!

La giornata era splendida, freddina, ma soleggiata, mi sentivo davvero scoordinato, ma andavo, in qualche modo stavo correndo.

Al passaggio al 5° km la media era di 4.46/km, il pacemaker delle 3.15 era ancora li, il mio piede ogni tanto mi salutava… io lo ignoravo, o almeno ci provavo.

Al 10° km la media rimaneva di 4.46, cacchio, non va male… Dai Mario resisti!

Al 15° km la media rimaneva, anzi scendeva a 4.45, ammazza, sto regolarissimo, il fiume di gente che mi avvolge è fantastico, si vede di tutto. C’è un panzone tedesco che mi supera deciso e se ne va, porca trota, ma n’do vai con sta fretta? Tanto ti ribecco, cartofen!

Inaspettatamente al 18° km mi sono trovato davanti Giancarlo che si stava fermando… Ho cercato di convincerlo a venire con me, ma decideva di abbandonare, non ce la faceva… Cazzarola, mi è dispiaciuto un casino.

Al 20° il mio tempo era davvero incoraggiante! La media era scesa a 4.40 a km! Il tempo di fare questa considerazione, ed ecco che mi sento chiamare: “Risciiii, Risciii, Allez Allez, courageeee” Dato che l’invito proveniva da una dolce voce femminile, ho guardato verso il pubblico per vedere chi fosse questa sirena ammaliatrice… Non l’avessi mai fatto. Non sono andato a finire col piede che mi faceva male in una buca che mi ha fatto prendere una storta proprio li, dove avevo il dolore?! Li mortacci sua che maleeeeeee. Come Fantozzi, sono andato in estasi da morte apparente e m’è apparso l’Arcangelo Gabriele. Non potevo fare atro che fermarmi per qualche minuto sperando che il dolore si attenuasse un po’. Le persone mi incitavano a ripartire, invitandomi con ampi gesti a correre. “Ma andate a fanciccio”, pensavo, mentre stavo già pensando di mettere la freccia a destra e fermarmi ai box. Ricordo che vedevo il passaggio della 21. Forse questo mi ha aiutato a ripartire. Dopo tutto sto macello, con mio sommo stupore, passavo alla mezza mantenendo i 4.46 a km!

Man mano che i km passavano, la copertura del dolore diminuiva e la stanchezza aumentava. Il mio procedere scoordinato, stava provocando dolori strani all’altro piede e alla gamba destra… mmm

Al passaggio al 25° km la media si è alzata a 4.54 a km. “Ecco qua”, pensavo, “muro, dietro a quale curva sei?”

Ad un certo punto sento la voce di Massimo… “Mario, che cazzo ci fai qua?” Neanche il tempo di rispondergli che passiamo davanti ad un ristoro, mi fermo a prendere l’acqua, il tempo di girarmi e lo perdo di vista… Cavolo, se ne sarà andato? Boh, riparto. Il piede mi dice che si vuole fermare, lo mando a fare in culo e proseguo!

Al passaggio del 30° km e del 35° km la media si mantiene a 4.55 a km. Sebbene, storto, zoppicante e scoordinato, mi accorgo di cominciare a superare io molti runner in crisi. Tra gli altri ne ricordo uno, con la canotta col nome “Giuseppe” sulle spalle. L’ho incitato di non mollare, speriamo non l’abbia fatto.

Il finale è bellissimo, mi rendo conto di non aver incontrato nessun muro, di non avere crampi, solo di zoppicare! 39, 40, 41, 42, gli ultimi metri addirittura aumento e passo all’arrivo in 3h27’33’’… chiudendo con una media generale di 4.55/km.

Certo sono calato, ma sono felice e appagato. La sera precedente il piede mi faceva un male cane, ora avevo corso per 42 km e 195 mt… Che soddisfazione immensa. Sensazioni che chi è lontano dal nostro mondo, manco immagina… Mentre mi avvicino all’uscita, sento Massimo che mi chiama! E’ arrivato in 3h 29’ e rotti. Davvero un gigante, lui che veniva da un lungo infortunio, che ha corso quasi niente e che il suo lungo è stato “solo” di 28 km. Che dire? Un gigante.

Alla fine Parigi è stata un successo, per entrambi…

Certo, per me è stato importante concludere la gara, e che questo abbia coinciso con l’abbattere il mio P.B. di oltre 8 minuti! Avevo un 3.35 a Treviso 2008. Da qui, ora si riparte più determinati che mai… Questo è solo un punto di partenza, non certo un arrivo! Oltre che a me stesso, dedico questa gara alla mia famiglia, che sopporta i miei continui impegni, allenamenti ecc e a Enzo che, raccogliendomi dallo stato più confusionale possibile, mi sta aiutando a trovare la giusta strada per fare bene in maratona.

martedì 13 aprile 2010

un pazzo, un antidolorifico e il nuovo p.b.


Ragazzi ancora non ci credo, sabato pomeriggio ero scettico... la maratona di parigi era li ad un passo da me, ma io zoppicavo ancora... mi ero portato da casa un antidolorifico intramuscolo, ma la cosa non mi convinceva per niente... Comunque, ora non ho tempo di raccontarvi... seguirà un ricco post. Posso solo dirvi che l'antidolorifico l'ho preso, e, zoppicando zoppicando, (un vero pazzo) ho trotterellato verso l'arrivo, con pause ogni 5 km per il dolore, portando a casa il mio nuovo personale: 3h27'33'', mannaggia se non fossi stato infortunato! A presto per i particolari

giovedì 8 aprile 2010

Ho deciso: mi piego, ma non mi spezzo...


I giorni passano inesorabili e la situazione è stabilmente deprimente... Un passo in più però l'ho fatto. Ho deciso che l'immobiltà non mi avrà... A parigi, la mattina della gara io ci sarò... mi vestirò da gara come se niente fosse, andrò al mini blogpoint con Janko e, se possibile partirò correndo, altrimenti giuro che me la faccio tutta a piedi... tanto quanto ci metterò, sei ore??? Ma porca zozza io quella medaglia me la vado a prendere, mi sono fatto troppo un mazzo per lasciarla li...
AD MAIORA

martedì 6 aprile 2010

Adieu Paris!


Dopo l'ennesimo consulto col mio allenatore, dopo tutti i tentativi andati a vuoto per risolvere il problema al piede, devo gettare la spugna... Non correrò Parigi, non partirò e se partirò la farò in parte, ora non so, sono confuso, deluso, amareggiato...
Domenica 28 mi sono infortunato, le ho tentate tutte ma non riesco a risolvere.
Mi spiace molto soprattutto per me stesso, io solo so i l'impegno, i sacrifici, ma anche l'entusiasmo che avevo profuso in questa preparazione.
Mi spiace per tutti quelli che credono in me...
Mi spiace, ma Parigi sarà per me solo un a visita alla città.

venerdì 2 aprile 2010

Buona Pasqua


E' Pasqua, tempo di riflessioni per chi è credente, ma anche per chi non lo è.

Colgo l'occasione per augurare una Serena Pasqua a tutti i miei amici Blogger e non che passano di qua...

Per quanto riguarda i post relativi alla maratona di Parigi... sono al momento in
" stand by ", vi saprò dire più avanti... un abbraccio a tutti.