sabato 3 giugno 2017

Due chiacchiere con Marcello Mastrodicasa dopo la sua Nove Colli

Ciao Marcello, innanzitutto complimenti per la tua ennesima impresa che, come al solito, ci lascia stupiti ed ammirati. Grazie per aver accettato di scambiare qualche impressione sulla gara e sulle tue considerazioni personali su come tu l’abbia vissuta.

Mario: Allora Marcello, anche questa è fatta! Cosa ci puoi raccontare di questa gara? (dal punto di vista organizzativo e di gara);
Marcello: La gara è molto difficile da terminare, sia per il suo dislivello positivo (più di 3000 m), sia per la distanza proibitiva e per il dislivello negativo che tutti sottovalutano. Infatti i numeri parlano chiaro: 150 runners partenti, 91 ritirati.
Dal punto di vista organizzativo, la Nove Colli è una gara organizzata molto bene, (unico neo, il fatto di non poter trovare la tua borsa nei posti prestabiliti, dove). 





Mario: Essendo la Nove Colli prevista la settimana prima del Passatore, vuoi dirci, se ce ne sono, a parte i km, differenze tra le due gare?
Marcello: Certo, ci sono varie differenze. Il percorso per esempio è un continuo sali e scendi che mette a dura prova la tenuta atletica. Specialmente nel tratto finale dove le pendenze superano il 18%.

Mario: Come ci si organizza per correre una gara di 200 km?
Marcello: La prima cosa da fare è quella di procurarsi un avvocato per le pratiche del divorzio! Scherzo!
Bisogna essere in condizioni fisiche e mentali buone e occorre tanta motivazione. 
Poi si comincia ad allenarsi. Io ho iniziato partecipando a diverse maratone, continuando con allenamenti in collina, con continue variazioni di pendenza, affinché il corpo si abitui a questo tipo di stress. Successivamente, si allungano le distanze fino ad arrivare ad almeno 70/80 km consecutivi. 
Infine, per il lunghissimo, ho scelto di partecipare alla Grande Corsa Bianca di 170 km.




Mario: Hai avuto qualcuno che ti seguiva in gara?
Marcello: Purtroppo non ho avuto qualcuno che mi seguisse in gara. Secondo me è un aiuto essenziale per il sostegno logistico e morale.  
La maggior parte degli atleti in questa gara si è fatto accompagnare.

Mario: Questo ti avrà senz’altro penalizzato, ci racconti?
Marcello: Sicuramente! Il materiale che potrebbe servirti durante la gara l'ho dovuto programmare anticipatamente e portare con me per tutta la durata. Questo comunque per me non è stato un grande problema perché nelle mie gare sono abituato a portare zaini molto più pesanti. 

Mario: Io ho corso la 100 km del Passatore. Sono rimasto sempre sveglio e pieno di adrenalina, ma cosa succede in una 200 km? si ha fame, si ha sonno? si ha nausea della corsa?
Marcello: Fortunatamente non ho avuto queste reazioni negative. Sono rimasto tranquillo e sempre padrone di me stesso. Praticamente ero in condizioni psico-fisiche pressoché perfette.
Solo sul Barbotto, dopo 9 ore di gara, ho cenato con salsicce, passato di verdure e ancora salsicce grigliate. Una birretta e sono ripartito!


Mario: Ho saputo anche delle secchiate d’acqua che sono piovute durante la notte. Come hai rimediato a questa cosa?
Marcello: Purtroppo è stato l'unico momento in cui ho sofferto il freddo. Alle 2 di notte siamo stati colti da un violento nubifragio che ci ha costretti ad una sosta forzata a Perticara, a causa dei fulmini. Anche se ho trovato un fortunoso riparo, la frittata era ormai fatta: piedi zuppi d'acqua senza possibilità di cambiare scarpe e calzini. Ho corso fino all'arrivo a Cesenatico e questo ha comportato inevitabili vesciche che ho dovuto sopportare per gli ultimi 30 km e ad una temperatura di più di 30 gradi quando poi nella mattinata è uscito il sole. 

Mario: La Novecolli è nata come gara di bici, la presenza dei ciclisti ti ha disturbato o non ha inciso con la tua prestazione?
Marcello: Si tratta di un tasto dolente per questa gara.
Ho avuto la fortuna, essendo nelle prime posizioni di incontrarli solo sull'ultimo colle, il Gorolo e vi dico che è veramente pericoloso dato che ti arrivano dalle spalle a gran velocità, contando che sono stati più di 12 000. 

Mario: Ho finito gli aggettivi per definirti. Sei davvero un forte atleta e dalla testa determinata e indomabile. Ancora Complimenti!
Marcello: Grazie per questi aggettivi ma per me è solo un divertimento. Quando corro lo faccio con piacere e passione. La mia è una sfida con me stesso, cercando sempre di non andare mai oltre i miei limiti. 

Mario, siamo arrivati ai saluti. Qual’è il tuo prossimo impegno podistico?
Marcello: Chi mi conosce bene sa che dopo gare del genere, in 3 mesi: Grande Corsa Bianca e Novembre colli Running uomo d'acciaio, la mente ha bisogno di non avere impegni imminenti, altrimenti si rischia l'over training. 

Un abbraccio a tutti. 


1 commento:

Mauro Battello ha detto...

Grazie della lettura 😉