lunedì 5 marzo 2012

Treviso Marathon 2012 Viaggio all'Inferno e ritorno


Il giorno della maratona è finalmente arrivato e io e Carmine abbiamo raggiunto Treviso per dare libero sfogo alle nostre aspettative, fiduciosi della preparazione fatta e del percorso che, a detta di tutti, avrebbe favorito le nostre prestazioni. 
Dopo un rapido giro all'Expò, molto scarno per la verità, abbiamo raggiunto il nostro B&B e subito dopo abbiamo incontrato alcuni amici runners nel centro città. In primis Daniela Scutti, che assolutamente non conoscevo. Fantastica persona e ottima runner da Savigliano e Antonello Sgrò da Monza, "hairmarathonman" come lui stesso si definisce; mio amico blogger, qui il suo blog . Insieme passiamo una serata spensierata coi piedi sotto il tavolo in un ristorante nel centro di Treviso, a fare il carico dei carboidrati. Un bel piatto di pasta e via... Salutino di rito e ognuno a dormire.
Alle 5.30 l'attività nella stanza è già frenetica, tra il rito della colazione, (ci siamo sbranati una intera crostata) e quello della vestizione, il tempo è volato e alle 6.45 abbiamo lasciato la nostra accogliente a calda stanzetta entrando definitivamente nel clima maratona. In stile fantozziano, appena lasciato l'albergo ha iniziato a piovere lasciandoci presagire scenari catastrofici e apocalittici: "ma come faremo a correre l'intera maratona sotto l'acqua?"
Per fortuna il pulman che ci porta a Vittorio Veneto lascia la pioggia alle nostra spalle, facendoci trovare solo un cielo cupo e scuro, ma niente di più. 
Alla partenza ritroviamo la Dani che smaniava, un pò tesa per la gara. Lei tesa ed io no. Mah. 
La lascio in compagnia di Carmine e corro al BlogPoint con il Pasteo la Manu e Lello... 


Un saluto veloce, un abbraccio e via di corsa per ritornare da Carmine e la Daniela. Con lei rimango d'accordo di affrontare la gara alla media dei 4.15, magari seguendo i pacemaker delle 3 ore. Inaspettatamente il garmin mi dice "batteria quasi scarica", sebbene sia stato sotto carica tutta la notte! Mah...
Dopo una fila interminabile per l'ultimo cesso-point, giusto 5 minuti di riscaldamento, qualche allungo, ed entro nella gabbia delle 3 ore. Porca trota, mi accorgo che non vedo ne la Dani, ne i pacemakers! Tento di farmi strada avanzando un pò, ma c'è troppa gente e non c'è niente da fare, rimango dove sono. 
Pronti partenza via! Cerco di svincolarmi tra gli atleti che mi fanno da tappo, zigzagando qua e là e,  solo verso il 5° km, trovo la Dani, la invito a venire con me (la mia attenzione era presa dallo scorgere quei cazzo di palloncini delle 3 ore che ancora non vedevo) ma lei rimane al suo passo. Per almeno 3/4 km rimango a metà strada tra la Dani e i pacemakers. Visto che la mia compagna d'avventura rimaneva indietro, non sapevo davvero che fare. Rimanere con lei o tentare la strada del personale vicino alle 3 ore? Mi sono automaticamente dato la risposta. Alla guerra! e ho rincorso il gruppo pacemakers. La cazzata più enorme che potessi fare! Ho peccato di presunzione e l'ho pagata. Evidentemente non ero pronto psicologicamente per il grande passo. Mi sono avvicinato troppo al sole e mi sono bruciato!
Ho aumentato a dismisura il passo arrivando sino a 4 a km, accumulando anche una serie di sfighe di contorno:
1) i pacemakers filavano sui 4.10 di media tanto che sono passato al 10° km in 42 minuti;
2) verso il 12° km il mio garmin mi abbandona a causa della pila scarica e quindi mi lascia senza alcun punto di riferimento;
A quel punto non mi rimane altro che restare ancorato ai pace che macinano km a tutta birra!
Al 19° km mi rendo conto che mi sto suicidando e rallento di brutto l'andatura lasciando andar via i pace, passando comunque alla mezza in 1.30. 
Rimasto solo, la mia testa comincia a frullare in cerca di una soluzione... La speranza dell'arrivo nelle 3 ore se n'era andata,  comincio quindi ad andare in crisi, soprattutto mentale, correndo di conseguenza sui 4.30 a km e cercando, anzi la scusa buona per fermarmi. Fermarmi? si, ma dove? Se mi fermassi qui, ho pensato, quando lo raggiungo Treviso? Qui ci faccio notte! Scartata quella soluzione, è iniziato il mio cazzeggio in attesa dell'arrivo, piano piano, correvo e aspettavo la Dani e/o i pacemakers delle 3.15. "se mi superano", pensavo, mi ritiro e considero questa gara solo come un lungo.  
Dal profondo in cui m'ero cacciato, non ho saputo seguire la Dani che mi ha raggiunto e superato. Non ho avuto la forza di seguirla...
Quel 5 per cento di razionalità che mi era rimasta nel cervello mi ha riportato all'ordine, invitandomi a finire le gara, prendermi la mia medaglia e la lezione che mi sono meritata.
E' stato così che, ripresa una andatura più consona, sono arrivato al traguardo in 3:15:28.
E' andata così così, da un lato ho fallito l'obbiettivo di migliorare il mio P.B., dall'altro sono soddisfatto di averla comunque finita in un tempo, comunque rispettabile, e di aver aggiunto un'altra medaglia alla mia collezione!
Per la cronaca Carmine ha chiuso la sua maratona con un tempone! 2.40:24 che lo ha visto arrivare 20° assoluto! 
Grazie alle persone che mi sono state vicine e un grazie ai gufi!
Chiudo con l'aforisma del grande Michael Jordan che ben rappresenta il mio stato d'animo di questo momento
"Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci"
Good Run a tutti!


 








6 commenti:

Monia Coletti ha detto...

Caro Mario.... come abbiamo sempre detto, la maratona rappresenta metaforicamente la vita! Hai descritto alla perfezione gia' tutto quanto e ti dei dato le risposte. Per me sei stato grande a non mollate e finirlo in un tempo buonissimo....e per fare meglio c'e' sempre tempo! Rimani un grande perche' con grande passione fai questo sport e nella vita per fortuna hai anche tanto altro...e poi corri da pochi anni. Quindi a 50 fare I temi che fai non so' se mi spiego!!!!!! Sei un mio MITO ed e' per me un'onore averti come Amico e correrti affianco mi rende piu' forte non solo di velocita'

Mario ha detto...

grazie Monia tvb <3

lello ha detto...

mario ci hai provato e alla fine hai gestito le forze

Alvin ha detto...

Frega un cazzo, a 50 anni vorrei correre come te!!!!
Grande Mario, guardati attorno e prendi 10 50enni a caso almeno 8 non avranno mai corso più di 10km di fila in vita loro.
Diciamo che a 50 anni sei abbastanza maturo per il muro delle 3,hai cannato la tattica, degna di un film del quale avrei già il titolo "L'eutanasia in Maratona" in maratona si deve essere regolari o per chi se lo può permettere leggermente progressivi... certo, bla bla bla... sul garmin niente da dire, pure io a Venezia ho fatto la stessa fine e per noi che ci facciamo molto affidamento, correre alla ceca è durissima e in crisi è ancora peggio... una cosa è certa, le gambe e i tempi sulla mezza li hai, devi solo trovare la giornata giusta e fortunata...il 2:59 è lì!!!!

Mario ha detto...

@ Alvin: Uomo io ci credo!

Alvin ha detto...

E fai benissimo, nei tuoi panni ci crederei anch'io!!!